Da Molveno al Rifugio Pedrotti alla Tosa - Lago Park Hotel Molveno

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Da Molveno al Rifugio Pedrotti alla Tosa

Lago Park Hotel > le nostre escursioni
 
Dislivello in salitam.1190 con partenza da Pradel, m.1630 con partenza da Molveno.
Dislivello in discesam.1190 con ritorno a Pradel. 1630 con ritorno a Molveno Via Massodi o Val Ceda
quota massimam.2552, Bocca di Brenta.
tempo di percorrenza escluse le pauseore 6,30 con andata e ritorno a Pradel. Ore 7,30 con discesa a Molveno via Massodi, Ore 8 - 8,30  con discesa dalla Val di Ceda.
difficoltà
abbastanza impegnativo per i dislivelli. Circa 11 Km. solo andata.
noteSalita ed eventuale discesa con Cabinovia Pradel.
 
Bellissima escursione nel cuore del Gruppo di Brenta lungo la Val Massodi.
Da Molveno  ci si porta sull'altopiano di Pradel (m.1320)  con la cabinovia. Alla stazione a monte ci si dirige a sinistra, nord ovest, imboccando il sentiero 340 che si addentra con un bel tratto pianeggiante nel bosco per rasentare in seguito le incombenti pareti del Croz Altissimo. Il sentiero è ora scavato nella roccia a picco sulla Valle delle Seghe: si procede agevolmente e  in sicurezza grazie alla protezione di una ringhiera composta da fune metallica.
 Qui il paesaggio diventa assolutamente affascinante: a nord, oltre l'imponente balzo roccioso del Naso dei Massodi, si stagliano le guglie più ardite delle Dolomiti di Brenta, che nel loro insieme formano la "Catena degli Sfulmini". Alla loro sinistra (sud), inconfondibili nel cielo azzurro, si stagliano le forme del Campanil Basso e della Brenta Alta. Sulla destra spicca l'imponente mole della Cima Brenta, m.3150, le cui pareti verso nord-est vanno a lambire la Bocca del Tuckett.
Superata  una galleria il sentiero  dopo  un tratto scavato nella roccia, inizia a salire sino a guadagnare quota 1430. Si prosegue ora nel bosco e in pochi minuti si arriva al Rifugio Croz dell'Altissimo (ore 1,30 da Pradel) che sorge sotto le altissime  pareti (oltre 900 metri) della omonima cima. Questo luogo merita una sosta: da ogni parte ci si giri, ad eccezione di meridione da dove sale la Valle delle Seghe, ci si trova di fronte ad un anfiteatro di altissime cime che circondano la sovrastante Val Perse. Il rifugio Croz rappresenta la confluenza dei sentieri 340 e 322: il 340 porta al Rifugio Selvata e il 322 conduce alla Bocca del Tuckett dopo aver superato le diramazioni per il Passo Clamer e Malga  Spora (s.344) e per La Bocca Vallazza e il Pian della Flavona (s.314).   
Il nostro itinerario prevede l'attraversamento della Valle delle Seghe e del Rio Massodi: ben presto si inizia a salire i ripidi tornanti del s.340 a ridosso del Naso dei Massodi. Dopo circa 40 minuti, 2,20 da Pradel, si raggiunge la verde oasi del Pian della Selvata con l'omonimo  rifugio, m.1630. Qui la pace è assoluta, il panorama sulla catena Gaiarda Vallazza è stupendo.  Dal Rifugio Selvata passa il sentiero 319  che salendo da Molveno porta  alla alta  Valle dei Massodi e al rifugio Tommaso Pedrotti alla Tosa (m.2491). La vegetazione d'alto fusto improvvisamente finisce e lascia il posto al pino mugo che tenacemente ricopre i ghiaioni detritici della bassa Val Massodi. Si procede quindi verso nord inerpicandosi tra i numerosi tornanti.
 Dopo aver incontrato una sorgente e superato un ultimo balzo roccioso  si arriva al Baito  Massodi, recentemente ricostruito  dalla sezione Cacciatori di Molveno. Siamo a quota 2000, i mughi si fanno sempre più radi, lasciando campo libero a vaste distese di pascoli che nella stagione estiva presentano le colorazioni delle specie floreali via via presenti: dal giallo intenso degli  anemoni  al rosso dei rododendri. Lo scenario si apre e all'orizzonte, nella loro maestosità, fanno capolino le grandiose cime della Catena Centrale del Gruppo di Brenta, sempre più vicine mano a mano che seguendo l sentiero 319 ci si avvicina alla meta.
 In alto, grandioso tra le rocce, si staglia ora il Rifugio Pedrotti, che sembra ad un tiro di schioppo, ma in realtà si trova 500 metri più in alto. Il silenzio è assoluto, rotto talvolta dal verso delle "cialde", nome locale di una  specie di cornacchie di alta montagna, o dal  caratteristico  rumore  dei fili della teleferica del Rifugio. Dal Baito Massodi in circa mezz'ora risalendo i prati della omonima valle si arriva in un pianora chiamato "Laghet" per la antica  presenza di due laghi carsici (da lungo tempo privi di acqua). Lo scenario è davvero unico: a sinistra le pareti del Monte Daino, di fronte la Brenta Bassa e la Brenta Alta. A destra  l'inconfondibile figra del Campanil Basso seguita dal Campanle Alto, dagli Sfulmini, dalla Cima Armi, Torre di Brenta, Cima Molveno, Spallone dei Massodi e Cima Brenta. Alla destra estrema, in direzione nord est, Cima Sella, Cima  Roma, Il Gruppo Gaiarda Vallazza. Completano il quadro le immense pareti del Croz Altissimo.
Dopo 10 minuti dal Laghet si incontra il bivio con il sentiero 303, detto Sentiero Osvaldo Orsi o Sentiero della Sega Alta, che in circa tre ore conduce alla Bocca e al Rifugio Tuckett. Dopo altri 15 minuti, superando una cresta rocciosa si arriva dapprima al vecchio Rifugio Tosa e in breve al Rifugio Pedrotti. Tempo complessivo da Pradel, ore 3,30 circa.
Dal Rifugio Pedrotti  è vivamente raccomandata una breve escursione alla Bocca di Brenta, dalla quale si apre un grandioso panorama verso i Monti della Presanella e dell'Adamello: 100 metri a valle, sulla destra, inizia il mitico sentiero delle Bocchette Centrali, nel tratto che lungo la parete nord  della Cima Brenta Alta porta alla Bocchetta del Campanil Basso. 
Spostandosi verso ovest seguendo il sentiero 320-304,  aggirando lo sperone di Cima  Brenta Bassa si apre uno scenario lungo la Pozza Tramontana e le sovrastanti Pareti della Cima Tosa e di Cima Margherita sulla destra, della Ceda Orientale e occidentale di fronte, il Monte Daino chiude lo scenario a sinistra, est.
Discesa: per la discesa si aprono 3 possibilità.
La prima è il ritorno per la stessa via con la possibiltà di scendere direttamente a Molveno senza portarsi alla cabinovia passando per il Rifugio Croz Altissimo o bypassadolo, imboccando al Rifugio Selvata il sentiero 319.
La seconda è uguale alla prima  solo che al rifugio Selvata si prende il sentiero Donini che porta alla Malga Andalo e poi a Molveno con il sentiero 332.
La terza, raccomandata, ma più impegnativa prevede l'attraversamento della Pozza Tramontana con il sentiero 326 e poi la discesa diretta a Molveno per la Val di Ceda
 
 
Immagini della salita al Rifugio Pedrotti alla Tosa
 
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